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Popillia japonica: come limitare le larve nel prato in autunno

Aggiornato il 08 ottobre 20264 capitoli
Come riconoscere le larve di Popillia japonica sotto il manto erboso

Come riconoscere le larve di Popillia japonica sotto il manto erboso

Le larve di Popillia japonica sono bianche, ricurve a forma di C, con il capo bruno, e vivono nei primi centimetri di terreno, dove si nutrono delle radici del tappeto erboso. In autunno, dopo le deposizioni estive degli adulti, le larve sono in piena attività e il danno comincia a vedersi: compaiono chiazze ingiallite e diradate che non reagiscono all'irrigazione e, nei punti più colpiti, il manto erboso si solleva come un tappeto perché le radici sono state recise. Un altro segnale da non trascurare sono i buchi scavati da uccelli, ricci e altri piccoli animali che cercano le larve nel terreno e rovinano ulteriormente la superficie. Per avere una conferma, solleva una zolla con la vanga ai margini di una chiazza sofferente e osserva il terreno sottostante: se trovi diverse larve bianche in pochi decimetri quadrati, il problema è concreto e conviene intervenire prima che il freddo le spinga più in profondità. Distingui le larve del coleottero giapponese da quelle del maggiolino, simili nell'aspetto ma più grandi, perché il ciclo e i tempi di intervento possono cambiare.

Nematodi entomopatogeni: quando e come distribuirli nel prato

Il mezzo più efficace contro le larve nel terreno sono i nematodi entomopatogeni, in particolare quelli del genere Heterorhabditis: organismi microscopici che cercano attivamente le larve, vi penetrano e le eliminano dall'interno. Sono selettivi, non danneggiano persone, animali domestici, api né piante, e si distribuiscono sospesi in acqua con un annaffiatoio o una pompa a bassa pressione, tenendo la sospensione agitata per evitare che si depositino sul fondo. L'inizio dell'autunno è una buona finestra, perché il terreno è ancora tiepido e le larve sono vicine alla superficie, condizione che i nematodi sfruttano per raggiungerle. Il risultato dipende molto dal rispetto di poche condizioni. Scegli una giornata coperta o la sera, con terreno umido e temperatura mite, perché il sole diretto e il suolo asciutto riducono la sopravvivenza dei nematodi. Irriga il prato prima della distribuzione, così possono muoversi nel terreno, e irriga di nuovo subito dopo, per spingerli in profondità e proteggerli dall'essiccamento. Mantieni poi il terreno umido per circa due settimane, il periodo in cui parassitizzano le larve. Verifica infine la data di scadenza del prodotto e conservalo al fresco fino all'uso, perché si tratta di organismi vivi che perdono vitalità se tenuti al caldo.

Irrigazione, taglio e trasemina: le cure che aiutano il prato a reagire

Un tappeto erboso con radici profonde sopporta meglio la presenza delle larve e si riprende più in fretta dopo il trattamento. In autunno, quindi, irriga in modo profondo e poco frequente, evitando le bagnature leggere e quotidiane che mantengono umido solo lo strato superficiale e favoriscono un apparato radicale corto. Non tagliare troppo basso: un'altezza di taglio un po' più alta lascia più superficie fogliare per produrre riserve e ombreggia il terreno. Un'arieggiatura leggera sulle zone compattate aiuta l'acqua e i nematodi a penetrare, mentre una concimazione autunnale a basso tenore di azoto e ricca di potassio sostiene le radici senza stimolare una crescita tenera. Sulle chiazze dove l'erba è morta, rimuovi le parti secche, smuovi leggermente il terreno e trasemina con un miscuglio adatto alla tua esposizione, approfittando delle temperature ancora miti e delle piogge autunnali. Tieni il terreno umido fino alla germinazione, così il prato si richiude prima che le infestanti colonizzino gli spazi vuoti e, in primavera, avrai una superficie più compatta e meno attraente per le femmine in cerca di un punto dove deporre.

Cosa evitare e come prepararsi alla primavera successiva

Contro le larve nel terreno gli insetticidi chimici hanno un'efficacia spesso deludente e, se usati sul prato, finiscono per danneggiare gli insetti utili e gli organismi del suolo che ti servono per contenere il problema. Le trappole a feromoni, pensate per gli adulti, in autunno non hanno senso e anche in estate vanno maneggiate con attenzione: il loro raggio di attrazione è molto ampio e, se le appendi in mezzo al giardino, richiamano coleotteri anche dai terreni vicini, aggravando l'infestazione. Se decidi di usarle nella stagione degli adulti, posizionale ai confini della proprietà, a circa dieci o quindici metri dalle piante da proteggere, e svuota il sacchetto con regolarità. Le larve che superano l'inverno risalgono in primavera e tornano a nutrirsi delle radici per qualche settimana prima di trasformarsi in adulti, quindi ripeti il controllo delle zolle alla ripresa vegetativa e valuta una seconda distribuzione di nematodi se ne trovi ancora in quantità. Dato che il coleottero giapponese è un organismo soggetto a misure di contenimento, informati presso il servizio fitosanitario della tua regione sulle indicazioni in vigore nella tua zona e coordinati con i vicini: un intervento fatto su più giardini contigui dà risultati molto migliori di quello isolato.

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